CORIGLIANO D’OTRANTO

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“Egli è posto questo nobile, e forte castello, sopra la schiena di un picciolo colle, risguardato a tutti i vicini luoghi, che par signoreggiarli… (Fra Leandro Alberti, sec. XVI)

Corigliano d’Otranto, con la sua storia e fascino del centro storico, è una dei paesi più caratteristici della Grecìa Salentina. Posto su un colle, il suo passato glorioso è celebrato nel castello ‘ de Monti che fronteggiò l’attacco dei Turchi, mentre il centro storico è impreziosito dalle tipiche case a corte che si dipanano lungo la via San Nicola, una accanto all’altro, ciascuna con la propria personalità.

Quest’antico paese, fortificato nel Cinquecento, era ed è dominato dal Castello ‘de Monti, sorprendente costruzione difensiva rinascimentale che mostra un mirabile uso del Barocco. Il castello di Corigliano è un’opera scenografica con la sua “facciata parlante” animata da una serie di statue di personaggi illustri e le allegorie, frutto degli interventi seicenteschi voluti da Francesco Trane.

Nel centro storico non si può non visitare la Chiesa Madre, dedicata al patrono San Nicola di Mira, una chiesa che presenta anch’essa il trascorrere dei secoli e gli interventi di ricostruzione. La facciata rinascimentale è l’unico segno visibile della precedente struttura; gli interni invece rimandano ancora allo stile barocco, con un mosaico pavimentale ottocentesco che richiama quello “monumentale” della Cattedrale di Otranto. Il campanile poi è l’unica torre superstite della serie di torri che punteggiavano l’antica cinta muraria di Corigliano.

Poco distante dalla Matrice, lungo via Moncenisio, si può ammirare un secolare e maestoso esemplare di Quercia Vallonea, senza dubbio la specie arborea più suggestiva della flora salentina, dalle cui grosse ghiande anticamente si ricavava il tannino impiegato, tra l’altro, nella concia delle pelli. La quercia di Corigliano è uno dei pochi esemplari sopravvissuti nel Salento.

Cenni di storia

La fondazione del paese è incerta. Del periodo romano resta il tessuto urbanistico del centro storico nel quale si possono individuare le presunte tracce dell’actus romano. Allo sviluppo del piccolo centro contribuì il cenobio basiliano di San Giorgio costruito nel IX secolo e nel quale era attiva una scuola di lingua greca e cultura bizantina che lasciò numerosi codici greci, ora custoditi in importanti biblioteche. Tale scuola decadde alla fine del XV secolo con la distruzione del monastero di San Nicola di Casole di Otranto, del quale costituiva una grancia.

Il primo documento scritto in cui compare il nome di Corigliano risale al 1192, quando il re normanno Tancredi d’Altavilla lo concesso in feudo a Pietro Indini. Nei secoli successivi passò sotto il controllo di varie famiglie feudatarie fino ad essere acquistato, nel 1465, dalla famiglia de’ Monti, di origine francese, giunta in queste terre al tempo degli Angioini. Tra il 1514 e il 1519, paese venne fortificato e il castello ampliato e dotato di potenti artiglierie, quattro torrioni angolari, nonché di munizioni e di potenti mezzi difensivi. Il marchesato dei de’ Monti a Corigliano si estingue con Giorgio nel 1649, per passare prima alla sorella Giulia sposata con Francesco Sanfelice e da questi al figlio Alfonso Sanfelice-de’ Monti. Nel 1651 l’intera eredità viene messa infine all’asta e acquistata dal facoltoso barone di Tutino Luigi Trane.

Il nome del paese viene fatto derivare erroneamente dalla parola “cuore” (simbolo che compare per assonanza nello stemma civico), forse invece sarebbe riconducibile al termine greco medioevale “choríon”, che significa “villaggio”, “podere”.

Walking Tour a Corigliano d’Otranto

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