GALATINA

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“…terra parimente abitata da’ Greci, situata in piana valle, ornata di oliveti, … la quale secondo il Galateo giace nell’umbilico della provincia , dall’uno e dall’altro mare miglia dodici lontana.” (Girolamo Marciano, sec. XVI)

Nel cuore della penisola salentina, in quello che lo storico del ‘500 Antonio Galateo chiama ombelico del Salento, Galatina è nota terra del tarantismo, ma anche di vini D.O.C. e qui ha avuto i natali, sul finire del XIII secolo, lo squisito pasticciotto, che ha deliziato il palato di personaggi illustri tra cui il re Ferdinando di Borbone e in epoca più recente papa Giovanni Paolo II.

Un centro storico disseminato di tante corti, che si distribuiscono lungo le vie un tempo strette nell’abbraccio delle mura cittadine delle quali sono sopravvissute tre delle cinque porte d’ingresso (Porta Luce, Porta San Pietro o Porta Nova, Porta Cappuccini). Galatina vive delle luci e delle ombre dei signori che si sono alternate al suo governo: innegabile è la grandezza che conobbe tra il XIV e il XV secolo con Raimondello Del Balzo Orsini come testimonia la Basilica di Santa Caterina, un unicum nel Salento e non solo, per la magnificenza dei suoi affreschi. Dopo aver quasi assuefatto lo sguardo con il barocco e il rococò, le navate affrescate di Santa Caterina lasciano a bocca aperta, è impossibile non rimanerne stupiti e impressionati.

Passeggiare per il centro storico di Galatina è una continua scoperta di angoli suggestivi, vicoli e corti, palazzi gentilizi e chiese barocche, senza dimenticare la tradizione enograstronomica. Anche i dintorni di pertinenza galatinese offrono interessanti luoghi da visitare con le sue cripte (Cripta di Santa Maria della Porta, Cripta di Santa Maria della Grotta, Cripta di Sant’Anna, la cripta del Casale Tabelle) e masserie (Masseria Li Quarti, Masseria Torrepinta, Masseria Montisani).

Cenni di storia

La fondazione di Galatina è ancora incerta. Lo stemma cittadino fornisce forse una possibile chiave di lettura sulla storia più antica della cittadina: la civetta sormontata dalle chiavi decussate. L’uccello notturno era sacro alla dea Minerva e il nome stesso della cittadina deriverebbe dal greco Khalòs Athina, la bella Atene, trattandosi forse di una colonia ateniese; le chiave decussate si riferiscono invece a San Pietro, del quale la tradizione tramanda il suo passaggio da questo feudo da cui sarebbe derivato il vecchio toponimo San Pietro in Galatina.

Da alcuni studi è emerso che introno al 1200 d.C. era già un importante centro di cultura, lingua e rito greco, ma che conviveva accanto a quello latino, importato dai Normanni. Caduta la dinastia normanna e poi quella sveva , con il periodo angioino inizia la vera storia documentata della città, ossia quando Carlo d’Angiò assegna, nel XIV secolo, la Contea di Soleto, di cui faceva parte il casale di San Pietro in Galatina, ad Ugo Del Balzo d’Orange per i servizi resi alla corona, passando nel 1381 nelle mani del nipote Raimondello Del Balzo Orsini. Da questo momento la storia della famiglia Del Balzo Orsini divenne la storia della città con il periodo di massima espansione economica e culturale, fino al governo dei Castriota Scanderberg sotto i quali Galatina si impoverì. Toccò poi ai Sanseverino e quindi agli Spinola che rimasero fino al 1801.

La cittadina salentina prese parte anche ai moti carbonari a partire dal 1799, intensificandosi dopo il 1815 con il ritorno dei Borboni a Napoli. È di fatto documentata la vendita chiamata Novelli Bruti grazie a un diploma di affiliazione del 1820 rinvenuto tra le carte del barone di Corigliano d’Otranto, Giacomo Comi. Le riunioni periodiche dei carbonari galatinesi avvenivano in qualche casolare dell’agro, ma una sede memorabile è quella della Torre, nella masseria omonima, in agro di Soleto, sulla via per Corigliano d’Otranto.

Walking Tour a Galatina

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FESTE

Santi Pietro e Paolo (festa patronale): con antico rituale delle tarantate (28-30 giugno)

EVENTI

La notte medievale (seconda metà di luglio)
Fiera del fischietto (settembre)
Fiera di Santa Caterina: con fiera del bestiame e sfilata di carrozze e cavalli (terza decade di novembre)

TIPICITÀ

Pasticciotto (dolce di pasta frolla con all’interno una deliziosa crema pasticciera)
Africani (noti anche come dita d’apostolo, sono biscotti fatti con tuorlo d’uovo, zucchero e vaniglia)
Mafalda del Caffè Matteo (un gelato di fior di panna fresco con gocciole di cioccolato, croccante ed essenza liquorosa e infine ricoperto di mandorle tostatele)
Sybilla del Bar Eros (pasta di mandorle al cioccolato con farcia di Pan di Spagna, crema di burro e marmellata glassata al cioccolato)
Cadde Cadde (calde calde: pagnottelle con ripieno di grano pestato e pizzaiola, o prosciutto e mozzarella)
Patata sieglinde
Strangulaprevati (gnocchi di patate)
Coculeddhre de patate (polpette di patate)
Pitta de patate (focaccia di patate)

MUSEI

Museo Civico Pietro Cavoti (ingresso gratuito)
Museo della Basilica di Santa Caterina d’Alessandra (ingresso a pagamento)