Leuca e gli angoli nascosti delle sue dimore eclettiche: Ville in Festa 2016
Leuca e gli angoli nascosti delle sue dimore eclettiche: Ville in Festa 2016

Ogni anno, nel mese di maggio, si replica a Leuca un interessante appuntamento, la manifestazione Ville in Festa con l’apertura al pubblico dei giardini delle più belle ville che impreziosiscono il Lungomare Cristoforo Colombo  della cittadina sui due mare ed alcuni suoi angoli più nascosti. Uno scrigno di bellezza che si rivela ai visitatori,  un’occasione unica per scoprire architetture eclettiche realizzate tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.

Anche quest’anno è previsto un ricco programma che comprende, oltre alla visita degli esterni delle ville, passeggiate in calesse e carrozza, esibizioni di artisti, degustazioni di vini D.O.C./I.G.E., olii d.o.p. e prodotti tipici locali, escursioni in barca alle grotte di Santa Maria di Leuca, proiezioni di cortometraggi ed un tocco di alta moda, con l’intento di testimoniare l’esigenza di rendere le ville di Santa Maria di Leuca un patrimonio artistico e culturale da salvaguardare. Al termine dell’evento, l’apertura della cascata monumentale dell’Acquedotto Pugliese, anche questo uno spettacolo raro, giacchè la cascata viene attivata in pochissime circostanze ogni anno.

Le Ville in Festa di Leuca che aprono i loro splendidi giardini sono: Villa Arditi, Villa Arditi di Castelvetere, Villa Pia, Villa Cezzi , Villa Circolone , Villa Colosso, Villa Daniele, Villa Episcopo , Villa Fuortes , Villa La Meridiana, Villa Licci, Villa Ramirez, Villa Gioacchino Fuortes, Villa Sangiovanni , Villa Felicita, Villa Mellacqua, Villa Marcucci, Villa Scipione Sangiovanni , Villa Serracca, Villa Tamborino-Cezzi.

Le ville di Leuca sono tutte uniche per lo stile e tutte intrise di storia. Queste lussuose abitazioni testimoniano che questa città era scelta come luogo di villeggiatura delle più ricche famiglie del Salento, attirate dalla bellezza della costa.

La prima villa con giardino è del Barone Romasi. Nel 1868 le ville ubicate nella marina erano dieci che da lì ad un anno divennero quindici, fino a raggiungere il numero di venti nel 1876; appena cinque anni dopo arrivarono a quarantatre. Sembrava che si contendessero il primato della villa più bella, rivolte all’azzurro del mar Jonio  e sullo sfondo del promontorio Japigeo.

Le prime sedici ville sono tutte in stile toscano, con intarsi a merletto ma che non presentavano particolari decorazioni anche perché gli architetti lavoravano su modulo. Dobbiamo attendere il 1874 perché le ville assumessero un volto nuovo con stili che vanno dallo jonico a quello gotico, dal francese al pompeiano e risorgimentale, dal moresco a quello arabo e cinese. I principali architetti furono tre: Giuseppe Ruggeri, Carlo Arditi e Achille Rossi.

Ciascuna di queste ville, se godevano della peculiarità di stile e architetture diverse,  per essere meritevole di nota dove essere progettata  tenendo sempre in contro alcuni elementi imprescindibili: una cappella privata, il pozzo per l’acqua potabile, una stalla e una rimessa, un parco nella parte anteriore con pini e palme, un giardino utilizzato per la coltivazione di ortaggi e frutti nella parte posteriore.

Particolarità unica, poi, sono le cosiddette “bagnarole”: si tratta di piccoli ambienti costruiti sulla scogliera, con all’interno una vasca ricavata nella roccia e riempita d’acqua. Queste costruzioni erano utilizzate dalle dame per fare il bagno senza farsi vedere. Alcune di esse, solo poche e quelle in pietra, sono ancora in piedi e si possono ammirare dal lungomare.

Tra le ville meglio conservate sono da citare e da vedere tra quelle visitabili per Ville in Festa:
Villa Meridiana, con facciata in stile art decò – eclettico, l’orologio solare da cui prende il nome e una piccola lanterna a pianta esagonale che permette di osservare il panorama;
Villa Episcopo, di gusto orientale, con i tetti che richiamano le pagode cinesi;
Villa Daniele-Romasi, in stile moresco, denominata “La nave” per la sua ampiezza e la sua forma caratteristica;
Villa Maruccia, dallo strano gotico misto a richiami in stile egizio.

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