ORIA

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“Nel mezzo dell’istmo tra Brindisi e Taranto sopra di un colle copioso di chiarissimi fonti si vede l’antichissima città di Oria cinta con doppio ordine di mura…” (Girolamo Marciano, sec. XVI)

Oria è un borgo dal fascino antico, situato su una collina a metà strada tra Brindisi e Taranto. Di antichissima origine, fu capitale della confederazione messapica e poi un municipio romano, raggiungendo il suo massimo splendore in epoca medievale, grazie soprattutto alla sua comunità ebraica.

Quest’antica città presenta tra le sue attrazioni il castello, la Basilica Cattedrale di Maria Santissima Assunta in Cielo, ricca all’interno di stucchi e marmi policromi, e il quartiere ebraico. Se siete in città nella prima metà d’agosto, potete assistere al Corteo storico di Federico II: oltre quattrocento figuranti in costume d’epoca sfilano lungo le vie di Oria parate a festa con i vessilli dei quattro rioni e si contendono, in un torneo, l’ambitissimo palio.

E poi non si separare la storia di Oria dal suo castello, visibile già da lontano, appena si avvista il borgo, abbarbicato su un basso colle e in cima colpisce, poco distante dalla cupola della Cattedrale, la struttura massiccia della fortezza federiciana e delle sue torri, sorta sull’antica acropoli messapica. Alla storia si uniscono inoltre le leggende, da quella di Oria “fumosa” che si riferisce alle nebbia sinistra che avvolgeva il colle, seconda la credenza popolare, conseguenza di una maledizione lanciata da una madre disperata; fino al fantasma della bellissima Bianca Guiscardi che, in fuga da un nobile malvagio, si sarebbe gettata da una delle torri (la cosiddetta – non a caso – Torre del Salto), da qui si dice che lo spettro di Bianca attraversi il cortile del castello. Un borgo medievale, culla di storia e cultura.

Cenni di storia

Oria vanta tradizioni antiche e gloriose. Secondo le indicazioni tramandate da Erodoto di Alicarnasso e da Strabone, un gruppo di cretesi sarebbero stati sbattuti da una tempesta sulle coste joniche, fondando nell’etroterra Hyrìa intorno al 1200 a.C. Sono diverse le ipotesi sull’origine del nome. Di certo, nel tempo ha subìto diversi cambiamenti da Hyrìa (come scrive Erodoto di Alicarnasso) alla greca Orra, poi Ouria, Uria, Iria, Varia, Ureto, Oira e Orea.

La città fu successivamente municipium romano e dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente fu soggetta ai Greci, ai Longobardi, ai Bizantini diventando spesso teatro di assedi e saccheggi. Nel 977 fu incendiata dagli Saraceni e nel 1060 fu conquistata dal conte Malgerio di Altavilla. Quindi fu terra normanna e poi sveva.

Tra il 1225 e il 1233, l’imperatore Federico II – dopo averla dichiarata città demaniale – fece edificare nella zona più alta della città uno dei suoi castelli pugliesi, che ancora oggi è possibile ammirare in tutto il suo splendore. II successore di Federico II, Manfredi, non riuscì ad espugnarla. Fu liberata grazie al sacrificio di Tommaso d’Oria, che aveva capitanato la resistenza degli Oritani, ma poi costrettia d arrendersi Tommaso fu catturato e impiccato ad una delle torri del castello come atto dimostrativo contro eventuali focolai ribelli.

Nel 1572, San Carlo Borromeo ne alienò il feudo al vescovo di Cassano per quarantamila ducati, somma che fu distribuita in opere di carità. Nel secolo XIX Oria perse la sua importanza e molti monumenti caddero in rovina anche se è stata sempre meta di grandi scrittori, artisti e uomini di cultura.
Durante il Risorgimento, l’idea dell’Unità d’Italia trovò consensi anche ad Oria. Il secondo conflitto mondiale portò in città numerosi militari a causa del vicino aeroporto militare, oggi dismesso.

Walking Tour a Oria

 

 

 

 

FESTE

Scenni Crištu: plurisecolare rito quaresimale, unico nel suo genere, che vede la discesa – fra due ali di nutrita folla – del settecentesco simulacro di Cristo Morto dall’istituto di San Benedetto alla Basilica Cattedrale oritana a partire dal primo giovedì di marzo, fino al mercoledì santo, quando Cristo Morto scenderà assieme alle altre statue dei Misteri. Il numero dei giovedì è naturalmente vario, essendo strettamente collegato alla Pasqua che è una festa mobile.

Santi Medici, festa patronale: al Santuario di San Cosimo alla Macchia (giovedì precedente l’Ascensione di Cristo).

San Barsanofio, festa patronale  (30 agosto).

EVENTI

Torneo dei Rioni: è tra le più importanti manifestazioni storico-medievali del Mezzogiorno, con Corteo storico e Palio dei rioni (seconda domenica di agosto)

TIPICITÀ

Fave fritte  
Marro (grosso involtino di interiora di agnello)
Olio santo (condimento a base di olio piccante e aglio)
Ricotta fritta
“la scarpetta” (dolce di origine ottocentesca, la cui ricetta è custodita dal Bar Carone)

MUSEI e Aree d’interesse

Centro Documentazione Messapica (ingresso gratuito)
Museo Etnografico Salentino, presso Santuario di San Cosimo alla Macchia. È il più grande museo etnografico dell’Italia Meridionale, contenendo oltre cinquemila oggetti risalenti dal XVII al XX secolo (ingresso a pagamento)
Area archeologica “Ing. S.Pasculli” (ingresso gratuito)