Salento imbiancato da una nevicata eccezionale
Salento imbiancato da una nevicata eccezionale

Lu sole, lu mare e lu jentu (il sole, il mare e il vento). Questo è lo slogan del Salento, che fa pensare alla bella stagione, le acque turchesi dei due mari che la bagnano, il sole abbaglianti che la scalda e il vento spazza la sua terra rossa e i borghi ricchi di storia. L’Epifania 2017 ha però portato con sé un fatto eccezionale: la neve. Il Salento è stato infatti sommerso da una nevicata epocale: fino a 30 cm nelle zone più interne e 20 cm in spiaggia, imbiancando località sula costa, come Otranto, Gallipoli, Santa Cesarea Terme, Leuca e Porto Cesareo (giuste per menzionarne alcune tra le più note, di solite per i bagni estivi).

Sarebbe da non crederci se non fossimo nell’epoca dei social e della comunicazione in tempo reale che in questi giorni ha visto fare il giro di foto e video del tutto fuori da ogni fantasia. Le bianche spiagge salentine, non lo so per la fine sabbia chiara ma per uno strato di candida neve, come non se ne vedeva da anni e anni. A guardare le foto di alcuni borghi sommersi da diversi centimetri di neve sembra di vedere immagini di località di alta montagna o delle pianure dell’Italia settentrionale. Qualcuno si è pure divertito con i fotomontaggi, spostando una catena alpina alle spalle di Piazza Sant’Oronzo a Lecce, proprio a dimostrare l’eccezionalità dell’evento, che non si è però verificato come singola nevicata ma sta perdurando da giorni, causando anche notevoli disagi alla viabilità e alla sicurezza.

Le assolate e calde giornate dell’estate salentine, in questi giorni sono ben lontane, registrando temperature glaciali, sottozero anche in pieno giorno: è l’ondata di Burian nel Tacco d’Italia, quel gelido vento, dal Nord Est, che durante la stagione invernale spira sopra le sterminate lande siberiane e le steppe kazake verso gli Urali e le pianure Sarmatiche, della Russia europea. Il termine “Burian” (o anche Buran) deriva dalla lingua russa ed è spesso associato alle bufere di neve che in inverno investono buona parte dei territori della Russia europea e la Siberia. Quello stesso vento gelido con annessa abbondante neve si è riversata sul Salento, cambiando quasi le connotazioni del paessaggio, a volte fiabesco, se non fosse per le conseguenze che stanno portando le amministrazioni locali e regionali ha richiedere lo stato di calamità naturale: ci sono paesi quasi isolati, strade di comunicazione impercorribili, masserie rimaste fuori dal mondo, per non parlare dei danni all’agricolutura, a vivai e serre.

Bisognerebbe ritornare indietro, al marzo 1987, per ricordare qualcosa di appena simile accaduto nella penisola salentina. Il marzo più rigido probabilmente da oltre un secolo, secco al Nord e nevoso al Sud dell’Italia, le temperature si mantennero decisamente glaciali per tutta la seconda decade del mese, soprattutto lungo i versanti adriatici. L’elemento più impressionante però furono gli accumuli nevosi che vennero registrati in quei giorni, in particolar modo notevoli furono quelli sulla fascia ionica salentina: nel brindisino si raggiunsero oltre 30 centimetri d’accumulo, mentre a Lizzano (nel tarantino) i centimetri furono ben 45. E in quel marzo 1987 accumuli, seppure di minore entità, riguardarono anche le zone costiere, fra cui Santa Maria di Leuca (4 cm di neve, che oggettivamente sono ben poca cosa rispetto alle quantità di questi giorni).

Quest’epocale nevicata apre un capitolo sconosciuto della storia locale, il riferimento ad una profezia di cinque secoli fa. “Salento di palme e mite Scirocco, Salento nevoso ma mai dopo il Tocco. Due giorni di neve due lampi nel cielo, il Mondo finisce lo so non lo anelo”. È questa la scioccante profezia che spunta in questi giorni, annunciata nel diario cinquecentesco di un sapiente, mago e alchimista di Soleto, piccolo centro della Grecìa Salentina, Matteo Tafuri. Tra le sue note capacità vi fu l’arte divinatoria, cui si avvicinò per tramite delle scienze astrologiche, durante il soggiorno napoletano. Conoscitore soprattutto delle scienze e della filosofia naturale, fu però onorato e temuto soprattutto per le sue doti occulte. Dite che ci sia da temere dopo l’eccezionalità di questo evento che sta investendo il Salento, fine del Mondo è ormai prossima? O sarà l’ennesima profezia da smentire nel nuovo millennio, dopo Nostradamus e i Maya?

Intanto, disagi a parte, questa terra baciata dal sole e dal mare si ammanta di un bianco candore che la rende ancora più spettacolare e le foto che girano sui social di sicuro racconteranno un pezzo di storia irripetibile.
Sara Foti Sciavaliere

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